Castelporziano

C’è un prima e un dopo a Castelporziano.

Prima del 1965, quando i cittadini del dopoguerra e dell’Italia del boom economico scoprono la villeggiatura e le giornate al mare. Nella Capitale c’è Ostia, il mare di Roma. Ma gli stabilimenti sono a pagamento e su turni, data l’altissima affluenza. I romani allora iniziano a tagliare la recinzione per accedere alla spiaggia della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.

In questi anni il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat decide di rinunciare ad una porzione della spiaggia e donarla al Comune di Roma perché la renda liberamente fruibile alla popolazione.

 

La spiaggia del Presidente

Dopo il 1965 iniziano i lavori di sistemazione. Il Genio Militare bonifica preventivamente da ordigni bellici l’area, il Comune di Roma organizza il personale di assistenza e vigilanza e realizza i servizi igienico-sanitari e con l’ACEA porta le classiche fontanelle d’acqua dette “nasoni”, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco mette in opera la nuova rete perimetrale ed i grandi cancelli di accesso.

Da questi deriva il nome popolare della spiaggia “I Cancelli”. L’inaugurazione è il 7 agosto 1965, alla presenza dell’allora Sindaco di Roma Petrucci. L’anno successivo i lavori di sistemazione continuano con ACEA che termina l’acquedotto e il collegamento con la rete elettrica. La prima stagione estiva della spiaggia di Castelporziano si apre il I giugno 1966.

“La bellezza naturale, la sua ampiezza e la gratuità la rendono fin da subito la spiaggia più amata dai romani che da oltre 50 anni scelgono la spiaggia di Castelporziano per trascorrere una giornata al mare.”

COMUNICATO STAMPA


Consorzio Castelporziano esprime profondo disappunto per la chiusura dei chioschi sulla spiaggia libera Castelporziano,

Roma 30 09 2023 - Il Consorzio Castelporziano desidera comunicare con rammarico la chiusura dei chioschi sulla spiaggia libera di Castelporziano a partire da domani, 1 ottobre 2023. Abbiamo chiesto una proroga al Municipio, negata solo verbalmente nonostante le condizioni meteorologiche favorevoli.
Il Direttore del Municipio Marcello Visca ha spiegato la decisione, sostenendo che non sussistono le condizioni per concedere una proroga. Tuttavia, il Municipio non ha ancora fornito una risposta ufficiale, c’è disagio e incertezza tra i cittadini e le nostre aziende che hanno assunto anche l’impegno della pulizia dell arenile e il salvataggio.
Operiamo a Castelporziano in conseguenza della vendita della attività commerciali che lo stesso comune ha fatto, non limitate ad un numero di giorni o mesi ma efficace fino a quando il comune avrà la convenzione con la Presidenza della Repubblica ; abbiamo subito ingiustamente anche i sequestri da parte della Guardia di Finanza che ha rilevato che è proprio il comune che non aveva la concessione e che non la pagava da venti anni.
Noi quindi le vittime: non ci spieghiamo come mai questo accanimento sulla Spiaggia libera di Castelporziano quando poi il municipio ha competenze limitate alla concessione ,appena rilasciata dalla Capitaneria di Porto, dove non c’è traccia di una limitazione temporale per l’accesso della spiaggia .
A Castelporziano abbiamo 120 dipendenti, sono anni che subiamo provvedimenti amministrativi e giudiziali per fatti non commessi da noi ma da altri, e ora siamo stanchi: aspettiamo che il direttore Visca emetta il diniego scritto, oltre che le sole raccomandazioni verbali, per ricorrere a tale provvedimento e tutelare noi, i cittadini e la convenzione presidenziale che ha come scopo primario la tutela ambientale, la sicurezza della balneazione e non ultimo il diritto ad un ristoro di qualità.
Abbiamo delle aziende, che operano perché è lo stesso comune che ce le ha vendute. Ci chiediamo se da questa domenica anche tutti i nostri colleghi ristoratori all interno degli stabilimenti balneari, gli altri chioschi sulle spiagge libere, chiuderanno ,visto che non sembra esistere un fondato provvedimento di destagionalizzazione che consenta x nessuno di continuare alcuna attività sull arenile di Ostia a partire da domani e fino al primo maggio del prossimo anno.
Per anni abbiamo subito provvedimenti del Municipio senza che questo fosse titolato a farli.
Il Municipio non ha pagato i canoni, non ha avuto per 20 anni la concessione e questo ha indotto la guardia di finanza a sequestrare noi anziché sanzionare lo stesso municipio.
Siamo stanchi e dopo solo 40 giorni di lavoro in un anno crediamo che sia arrivato il momento di tutelare i nostri interessi e i nostri diritti contro i veri responsabili di questo scandalo .

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